{"id":304,"date":"2025-04-23T09:10:43","date_gmt":"2025-04-23T09:10:43","guid":{"rendered":"https:\/\/urkio.rm1.lt\/la-quercia-di-alkunai\/"},"modified":"2025-09-11T09:20:37","modified_gmt":"2025-09-11T09:20:37","slug":"la-quercia-di-alkunai","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/urkio.rm1.lt\/it\/la-quercia-di-alkunai\/","title":{"rendered":"La quercia di Alk\u016bnai"},"content":{"rendered":"\n<h1 class=\"wp-block-heading alignfull has-text-align-center has-base-color has-text-color has-background has-link-color has-xx-large-font-size wp-elements-94cafff7e65664d32431b92ba52dfab7\" style=\"border-radius:15px;background-color:#d2e9d373;margin-top:0;margin-bottom:0;padding-top:var(--wp--preset--spacing--30);padding-right:0;padding-bottom:var(--wp--preset--spacing--30);padding-left:0\"><strong>La quercia di Alk\u016bnai<\/strong><\/h1>\n\n<figure class=\"wp-block-audio wp-container-content-9cfa9a5a\"><audio controls=\"\" src=\"https:\/\/urkio.rm1.lt\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/Oak.ogg\" autoplay=\"\" loop=\"\"><\/audio><\/figure>\n\n<div class=\"wp-block-group alignfull has-background is-horizontal is-content-justification-left is-layout-flex wp-container-core-group-is-layout-546b93af wp-block-group-is-layout-flex\" style=\"border-style:none;border-width:0px;border-radius:15px;background-color:#d2e9d373;min-height:0px;margin-top:0;margin-bottom:0;padding-top:var(--wp--preset--spacing--20);padding-right:var(--wp--preset--spacing--20);padding-bottom:var(--wp--preset--spacing--20);padding-left:var(--wp--preset--spacing--20)\">\n<figure class=\"wp-block-video wp-container-content-9cfa9a5a\"><video height=\"1080\" style=\"aspect-ratio: 1920 \/ 1080;\" width=\"1920\" controls=\"\" loop=\"\" preload=\"auto\" src=\"https:\/\/urkio.rm1.lt\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/Alkunu-1.mp4\"><\/video><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-pullquote has-text-align-left is-style-default has-base-color has-text-color has-large-font-size\" style=\"border-radius:15px;margin-top:0;margin-right:0;margin-bottom:0;margin-left:0;padding-top:var(--wp--preset--spacing--20);padding-right:var(--wp--preset--spacing--30);padding-bottom:var(--wp--preset--spacing--20);padding-left:var(--wp--preset--spacing--30)\"><blockquote><p>Sono qui da pi\u00f9 di mille anni. Le mie radici affondano profondamente nel terreno della foresta di Alk\u016bnai, e il mio tronco gigantesco ha contato migliaia di albe e tramonti. La gente dice che sono il re di questa foresta &#8211; nessun altro albero pu\u00f2 eguagliare la mia maest\u00e0. Ci vorrebbero a malapena dieci uomini forti per abbracciarmi. Un vero gigante, non \u00e8 vero?    <br\/><br\/>Riunisco la gente di decine di villaggi. Per celebrare la comunit\u00e0, venivano qui persone da Inturk\u0117, Joni\u0161kis, Dubingiai, Jukn\u0117nai, Kaci\u016bnai, Pik\u010di\u016bnai, Babajai, Kertadaliai, Sutriai, Savi\u010diai, Alk\u016bnai, Grau\u017einiai e altri luoghi pi\u00f9 lontani. Non sono un semplice albero. Oh, se sapeste tutte le storie che mi sono capitate! Mi permetterete di raccontarvi cosa ho visto in questi lunghi secoli?    <br\/><br\/>Nei tempi antichi, la gente credeva che fossi sacro. E come potrebbe essere altrimenti? Nei miei potenti rami e nel mio ampio tronco cavo viveva il mistero. Qui a volte si vedeva la Santa Vergine Maria. Pi\u00f9 di una volta ho visto scendere una luce, come se si fosse aperta una finestra in cielo, illuminando il prato intorno a me. A volte appariva qui un vecchio, mi parlava camminando intorno. La gente diceva che era Dio stesso che camminava.      <br\/><br\/>Sulla mia corteccia \u00e8 rimasta appesa a lungo un&#8217;immagine di Maria, e la gente si riuniva per pregare. I sacerdoti venivano da Dubingiai per celebrare la Santa Messa vicino al mio tronco. Le donne dalla voce squillante e ridenti si calmavano accanto a me, raccogliendo lamponi intorno e recitando le preghiere del rosario. Dal mio tronco cavo provenivano voci &#8211; chi parlasse l\u00ec, nessuno lo sapeva con certezza, ma la gente diceva:<br\/>&#8220;Andiamo alla festa di maggio, ascoltiamo come parler\u00e0 la quercia.&#8221;   <br\/><br\/>Oh, se sapeste quanta allegria ho visto! Nelle sere d&#8217;estate, quando l&#8217;aria era calda, qui si riunivano tutti i giovani dei villaggi circostanti. Centinaia di loro! La musica della fisarmonica risuonava dalla primavera fino all&#8217;autunno. Qui si tenevano le pi\u00f9 grandi feste di maggio: balli, canti, fal\u00f2. La gente arrivava a piedi, in bicicletta, e pi\u00f9 tardi in moto e in macchina.     <br\/><br\/>Lo spiazzo ai miei piedi era perfetto per ballare &#8211; liscio e spazioso. Intorno ardevano i fal\u00f2, e i giovani giravano in cerchio. Quante storie d&#8217;amore sono nate alla mia ombra! Quante promesse sono state fatte, quanti baci rubati!   <br\/>&#8220;Quattro ore e inizier\u00e0 la festa di maggio,&#8221; dicevano alcuni. E cos\u00ec per tre mesi, ogni fine settimana. <br\/>Com&#8217;era bello guardare le coppie che ballavano, ascoltare le risate e i canti.<br\/><br\/>Anche i bambini mi amavano. In primavera, quando finiva l&#8217;anno scolastico, gli insegnanti portavano i loro alunni da me. Era una tradizione &#8211; se finivi l&#8217;anno scolastico, dovevi assolutamente visitare la quercia di Alk\u016bnai.  <br\/>Una volta una dozzina di bambini si sono uniti cercando di abbracciare il mio tronco &#8211; ci sono riusciti a malapena, con le punte delle dita che si toccavano appena. I ragazzi giocavano a calcio nel campo vicino a me, i giovani lituani e gli scout si riunivano per i loro incontri. Ero come una scuola all&#8217;aperto &#8211; insegnavo ai bambini ad amare la natura, rispettare la storia, coltivare le tradizioni.  <br\/><br\/>Durante l&#8217;occupazione, la mia sacralit\u00e0 fu calpestata &#8211; qualcuno inizi\u00f2 a sparare all&#8217;immagine di Maria appesa al mio tronco. Tentarono di abbattermi, ma evidentemente non avevano una sega abbastanza grande. Poi diedero fuoco al tronco. Io sopravvissi. Qualcuno, per salvarmi, mur\u00f2 la cavit\u00e0 con dei mattoni &#8211; questo mi salv\u00f2 dalla completa distruzione.    <br\/><br\/>Ora sono pi\u00f9 vecchio, il mio tronco non \u00e8 cos\u00ec forte. Sono come un vecchio in cui risiede la saggezza di millenni.  La mia altezza \u00e8 di quasi 30 metri, e la circonferenza del tronco \u00e8 di un metro e mezzo. Ma non sono i numeri l&#8217;essenziale. A volte mi visitano persone, guidate da un vecchio ricordo. Per loro sono parte dell&#8217;infanzia, le gioie della giovent\u00f9, la fede degli antenati.<br\/><br\/>Sto qui e custodisco la storia. Sono testimone di ci\u00f2 che \u00e8 stato e di ci\u00f2 che sar\u00e0. Le mie radici collegano il passato al futuro.<br\/>Vieni da me, tocca la mia vecchia corteccia e sentirai come scorre il tempo &#8211; non in anni, ma in secoli.<br\/>Io, la quercia di Alk\u016bnai, sono ancora qui. E ci sar\u00f2 ancora a lungo.<\/p><\/blockquote><\/figure>\n<\/div>\n\n<p><a href=\"https:\/\/alkas.lt\/2012\/05\/29\/r-balkute-alkunu-miskas-ir-sventas-azuolas\/\" data-type=\"link\" data-id=\"https:\/\/alkas.lt\/2012\/05\/29\/r-balkute-alkunu-miskas-ir-sventas-azuolas\/\">Basato sull&#8217;articolo.<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La quercia di Alk\u016bnai Sono qui da pi\u00f9 di mille anni. Le mie radici affondano profondamente nel terreno della foresta di Alk\u016bnai, e il mio tronco gigantesco ha contato migliaia di albe e tramonti. La gente dice che sono il re di questa foresta &#8211; nessun altro albero pu\u00f2 eguagliare la mia maest\u00e0. 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